Cambiare paradigma all’interno del mondo del consumo multicanale e rimettere i negozi di prossimità al centro del rapporto tra consumatori e produttori: questa è la missione per cui è nato il Distretto del Commercio Palmarino, formato da otto Comuni del Friuli-Venezia Giulia, precisamente della provincia di Udine, con Palmanova come capofila, città stellata patrimonio UNESCO. Un’iniziativa volta a rendere il territorio, già di riconosciuto interesse culturale, più attrattivo e competitivo, forte di una sinergia tra esercenti e comunità, mettendo al centro l’autenticità, l’artigianato, il prodotto locale.
Gli altri Comuni che hanno aderito sono Aiello del Friuli, Bagnaria Arsa, Bicinicco, Gonars, Santa Maria la Longa, San Vito al Torre e Visco. A questi si affiancano i rappresentanti del mondo produttivo e agricolo: Camera di Commercio di Pordenone Udine, Confcommercio Imprese per l’Italia Mandamento Latisana, Confesercenti Udine, Confartigianato Udine, CNA FVG, Coldiretti Udine e CIA Agricoltori Italiani FVG.
IL DISTRETTO
Il Distretto del Palmarino è nato due anni fa sulla scorta della LR 3/2021, che ha istituito i distretti del commercio: attualmente, tramite un processo di adesione volontaria, ha raccolto 70 aziende sulle 400 totali esistenti nei Comuni del Distretto stesso.
Un progetto che però non intende smettere di espandersi, anzi: «Pensiamo di coinvolgere sempre di più le imprese e portare tutto questo anche nelle ville storiche del territorio con degli operatori in dialogo con i visitatori per mostrare i prodotti delle aziende», spiega il manager del Distretto Edi Sommariva, che ha sottolineato la volontà di motivare le persone che vengono da fuori, ma anche quelle che abitano il territorio, a conoscere un mondo del commercio di prossimità evoluto: un’esperienza che intende rivelarsi, in un certo senso, turistica per chiunque, consentendo di scoprire — o riscoprire — le risorse locali, da quelle storico-culturali a quelle enogastronomiche.
Le varie merceologie vengono riunite in un’unica squadra per offrire al consumatore un’esperienza di shopping più distintiva e attrattiva: si va dall’alimentare all’abbigliamento, passando per l’Hair & Beauty, la Moda Arredo, articoli di ferramenta e casalinghi, ristoranti e fiorai.
Il manager Sommariva:
«È un’esperienza che invita a riscoprire le eccellenze locali»
STIMOLARE L’INCONTRO
«Se il produttore agricolo vuole essere competitivo deve produrre tanto, nelle quantità richieste dagli standard della grande distribuzione», ha continuato Sommariva. «Ma se invece non è in grado di soddisfare queste richieste, per una ragione o per l’altra, e quindi produce stagionalmente, può trovare uno sbocco nel territorio del Distretto».
In questo modo il consumatore può venire a contatto con prodotti più vicini a loro stessi, trovando maggiore autenticità e qualità per «presentare al consumatore un’alternativa di valore».
Così ha riassunto lo scopo dell’iniziativa il manager del Distretto. Con questo sistema si intende perciò dare nuove speranze di vita alle botteghe di prossimità, che sono elementi di fondamentale importanza per il contesto in cui sorge il Distretto del Palmarino.
Fabio Pettenà, sindaco di Santa Maria la Longa, sottolinea: «Nei Comuni più piccoli sono un punto di ritrovo per la comunità, che nell’esperienza del Covid, ad esempio, è stata salvata dal commercio locale proprio per la sua natura aggregatrice. Siamo al lavoro per far aderire tutte le aziende del Comune — ha aggiunto — che ricoprono una vasta gamma di tipologie, dal panificio alla farmacia, dalla pizzeria alle palestre».
Da evidenziare, inoltre, il commento di una negoziante locale di Jalmicco, frazione di Palmanova, Lidia Mocchiuti: «Il mio ruolo non si ferma alla vendita, ma assume un valore sociale. Spesso faccio assistenza a clienti anziani su come usare il cellulare e li tengo informati sugli orari della messa. Il lato faticoso del mio lavoro è che perdo moltissime ore in burocrazia. Credo che il ruolo del Distretto dovrebbe essere anche questo: aiutare a darci forza».
PROMOZIONE
Tutt’altro che secondario, nell’ambito di un progetto come questo, è l’aspetto della promozione, che si avvale naturalmente di strumenti digitali come account social, un’app a disposizione per i visitatori e un sito web.
Attraverso le linee guida regionali il Distretto lavorerà per organizzare eventi, portare innovazione e creare attività di marketing che sappiano esprimere al meglio la cultura, i prodotti e le eccellenze locali.
Un grande asset del progetto è rappresentato dall’Outlet di Palmanova, che ottiene così un ampliamento della sua offerta e restituisce al Distretto una vera e propria porta d’ingresso, con i suoi 2,5 milioni di visitatori all’anno.
Ai fini di una buona diffusione dell’immagine delle aziende è stato presentato il primo Bando Imprese del Distretto del Commercio Palmarino.
L’assessora Silvia Savi:
«Il nostro obiettivo è favorire una nuova cultura del consumo»
La misura, adottata per sostenere interventi di innovazione tecnologica, digitalizzazione dei processi e miglioramento del risparmio energetico, prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto che vanno dai 750 euro ai 2.500 euro.
Sulla base già offerta dalla politica del Friuli-Venezia Giulia ora il Distretto ha il compito di far emergere i valori di un territorio oltre la sua validità turistica, mettendone in evidenza peculiarità di ogni genere.
Questa è la visione proposta da Silvia Savi, assessora alla Cultura, Turismo e Grandi Eventi del Comune capofila.
«Palmanova ha già una sua forte attrattività e grazie alla piattaforma del Distretto può più facilmente accogliere tutti i frutti di quel mondo agroalimentare che gli sta intorno — ha affermato Savi — Anche il fatto di non andare al supermercato per scegliere qualcosa di maggiore qualità, oltre che di prossimità, può rappresentare un passo necessario per far emergere una nuova cultura del consumo, che sia legata al territorio».
«Per fare tutto questo — ha spiegato — c’è bisogno di una grande collaborazione, innanzitutto quella di consumatori e commercianti, affinché si argini la riduzione dei punti vendita».
L’assessora ha anche evidenziato la volontà di organizzare eventi dentro i negozi, per favorire una buona conoscenza di questi tra il pubblico: «Siamo ottimisti», ha concluso Savi, affermando che si punta a raggiungere le cento imprese aderenti al Distretto entro i prossimi mesi.
Per informazioni:
distrettocommerciopalmarino.it

